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IX Edizione Premio Artistico - Letterario Internazionale
"Antonio Proviero - Città di Trenta 2016"
 
 
 
 
 

 

 

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Vincitori della 3^ edizione del Premio Artistico Letterario Internazionale Antonio Proviero – Città di Trenta 2010

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Stemma

COMUNE di TRENTA
(Provincia di Cosenza)

Assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura


Vincitori della 3^ edizione del Premio
Artistico Letterario Internazionale
Antonio Proviero – Città di Trenta 2010

 

 

- SEZIONE A –

1.
Livorno, agosto 2007
Giuseppe Salvatore

Per il sentimento con cui è stato trattato il delicato tema, nel contempo drammatico,
dell’alterità culturale.

 

2.
Depressione

Giacomo Flussi Cattani
Pensiero e poesia si fondono ed il lettore penetra nell’atmosfera di uno dei mali del
nuovo millennio: la depressione, questa poesia si trasforma in un messaggio forte e
preciso, tanto è universale e di semplice comprensione il linguaggio. Rimane chiuso
il diagramma psichico del poeta denso di emozioni e percezioni del male, quando
consapevolmente ambisce alla vita nel finale.


3.
Futuro
Daniel Skatar

L’autore utilizza le parole come tessere di un mosaico, la cui sinopia rimane visibile
al lettore. La poesia si fa titolo di se stessa deformando la struttura stilistica senza per
questo perdere di efficacia e di bellezza.


Menzione speciale.
Il coniglio rosa
Rodolfo Vettorello

Per la semplicità nell’affrontare il tema complesso qual è quello degli abusi sui
minori, sovente consumati in ambienti familiari; un dramma ancora molto sommerso
nella nostra società.


- S E Z I O N E B -
1.
POVARU DANTE
Ferruccio Greco

Fotografia ironica, veritiera e anche rassegnata dell’amara situazione in cui versa la
lingua italiana, violentata e traviata dall’invasione barbarica dell’inglese. Un viaggio
attraverso un nuovo linguaggio che mortifica la nostra cultura e la nostra storia.


2.
DUI DI NUANTRI
Giuseppe Bellanca

Una costante nella recente storia del nostro paese. Giovani figli che muoiono in terra
straniera dilaniati da guerre ed ipocrisie, circondati da lacrime sincere e da dolori
autentici. Due vite che vanno via accompagnate da fiori istituzionali e poggiate in
futuri privi di speranza.


3.
‘NU SCUGNIZZU NIRU
Nino Cesarano

Quasi una preghiera, una dolce invocazione, lanciata da uno dei tantissimi ragazzi di
strada che vive la ghettizzazione nell’emarginazione essendo oltretutto anche di
colore. Un’appassionata richiesta d’amore che prescinde dalla concretezza di una vita
difficile.


Menzione speciale.
‘NA VICCHIAREDDA
Antonio Scarpone

Ritratto surreale e immaginifico di una generazione lontana nel tempo e raffigurata da
una signora vecchia e discreta, lontana dal vociare delle sue vicine di casa e intenta
solo ad ammirare il mondo dall’alto della sua piccola sedia posta sulla strada. Una
vita spesa in attesa di andare in Paradiso.


- SEZIONE C -
1.
Nemico Invisibile
Apuzzo Cristina

Per la narrazione intensa, emozionante, sincera e matura, sia nelle scelte stilistiche
che in quelle lessicali.


2.
Ink Dream
Didì Massabò

Accanto ad un racconto leggero, la percezione di un messaggio che si coglie tra le
righe: ogni evento ha la dignità di essere ricordato, attraverso il linguaggio onirico
della virtualità che ha il coraggio di farsi realtà.


3.
Aria
Marida De Maria

Le parole come aria che respiriamo lentamente e che ci accolgono all’interno di
plurimi significati. Il lettore fa parte della storia, corre con le immagini, attraversa i
luoghi. Dopo la lettura cerca ancora di afferrare la protagonista che, da non umana,
diventa aria.


M.S.
Percorsi
Stefania Bartucci

Il vero protagonista del racconto è il tempo, un tempo che scorre e che ritorna, il
tempo dei ricordi e della memoria, il tempo di Matteo e il tempo di Alice, quindi il
tempo di ognuno di noi.


-Sezione D-
1.
Trasporto di animali vivi
Brunella trifilio

E’ l’impegno civile l’elemento vincente di questo romanzo ambientato nella Calabria
del 2020.
Pagine crude di realtà inconciliabili che solo l’abile penna dell’autrice fa incontrare.
L’incoscienza di due ragazzi, Annachiara e Abel, riesce a vincere sull’ingiustizia.E’ il
potere della scrittura che sceglie da che parte stare


2.
Il magico mondo di honn
Paolo Lanzotti

Personale contributo dell’autore alla letteratura fantascientifica; in una vecchia
abitazione la "strega degli alberi secchi” dona a Marco, il protagonista, una scatola
contenente un video gioco. Giunto a casa Marco inizia a giocare, il tutto è verosimile,
e il ragazzo si ritrova in un nuovo mondo, nel "Magico Mondo di Honn", dove tutto
ha un significato da comprendere. Lontano dalla realtà dove la malvagità e l’
isolamento lo angosciano; Marco si rifugia in un gioco alla conquista delle pietre
verdi affrontando le proprie paure, arricchendo le proprie conoscenze e soprattutto
comprendendo se stesso.


3.
Per i viali senza via
Santino mirabella

Un tour in un cimitero. Un’idea assolutamente geniale ed originale che diventa poesia
e divertimento se affrontato con la giusta leggerezza e la giusta predispostone
d’animo. L’autore mira a sfiorare l’insfiorabile e ci riesce benissimo senza
oltrepassare la sacralità della morte e tratteggiando piccoli ritratti che invitano alla
curiosità, più che al dovuto rispetto dei defunti.


ms.
a scuola …di cuore
Bisignai - marelli

E’ una favola per adulti e bambini. La didattica del cuore.
Non è elegia dei sentimenti, ma un racconto che insegna a tutelare la nostra salute.
Ambientato in un paese come il mio, come il tuo- sottolinea l’autore - perché quando
il cuore rallenta i battiti lo fa allo stesso modo in tutti i luoghi del mondo. E’ utile
dunque ascoltare la voce narrante di Giovannino e Dimitri, protagonisti di una storia
universale, perché universale è il dolore.


Sezione E
1.
Malania calabrese

Per la sensibilità verso il paesaggio, spesso punto di riferimento fondamentale per
coloro che si cimentano con la macchina fotografica. Interessante risulta l’equilibrio
per la composizione dell’immagine


2.
Greta Gencarelli

Per l’attenzione alla ricerca del particolare di carattere naturalistico; il fotogramma
rivela una buona tecnica di utilizzo del macro.


3.
Ylenia Stefanizzi

Per l’attenzione alle tipologie costruttive di estrazione popolare, rappresentative di
una cultura contadina e agropastorale tipica dell’area silana e presilana.


M.S.
Elena Bisignani

Semplice ma sempre molto efficace la riproduzione fotografica di elementi naturali.
Buona ed equilibrata la composizione del fotogramma che rivela una porzione di
azzurro cielo incorniciato dalle fronte degl’alberi che plasmano un romantico cuore.

 


-Premi speciali-


Giovanni Sole:

per le sue ricerche costanti e gli studi circostanziati che lo hanno portato a
socializzare i risultati del suo lavoro in un ampio apparato bibliografico e
filmografico di carattere storico-antropologico


Francesco Caravetta:
Riconquista tradizioni popolari e storia, offrendo uno spaccato polisemico della
società alla fine del XVIII secolo.
Riconosciamo all’autore la duplice veste del narratore e dello studioso: la creatività
del narrare è suffragata dalla minuziosa e originale ricerca storiografica; il linguaggio
adottato, di esemplare impatto emotivo, ci approssima ai singoli personaggi e alla
coralità degli eventi.
Particolarmente coinvolgente e suggestivo il ravvisare sembianze e dialoghi come
appartenenti ad una cultura reale e definita, sapore senza tempo che torna a fare parte
di noi, lettori e protagonisti.
È facile per chi legge, stare dentro alle pagine, ed è quello che chiediamo ad un libro
che voglia essere portatore di un messaggio efficace.
Tra le righe de “La parte sbagliata?”, appaiono i fotogrammi di un mondo letterario
che portano alla luce echi veristi e naturalistici, fuori dagli schemi limitati e senz’aria
del provincialismo erudito incapace di superare i confini regionali; il romanzo si
inserisce invece nell’ambito di quella cultura letteraria europea che privilegia una
visione socio-storica degli eventi, attraverso l’uso di un codice raffinato e nello stesso
tempo divulgativo.
Il lettore entra nelle pieghe del sentire, l’incalzare della narrazione lo avvolge e, alla
fine della lettura, lo spaccato che l’autore lascia emergere non è più solo legato ai
luoghi della narrazione e ai tempi degli eventi, ma piuttosto diventa il segnale di una
conoscenza aperta a nuove acquisizioni.
La Giuria del Premio ha inteso riconoscere al lavoro di Franco Caravetta, in
particolare a questo romanzo significativo, una forte valenza propositiva per il
rilancio di temi che dal particolare portano alla comprensione di questioni più ampie
e rivelatrici, dove, la compenetrazione di storie è solo apparentemente legata ai
luoghi, ma più diffusamente si profila come specchio di un momento storico di
ampiezza universale.


Anselmo Fata:
Ogni tanto è giusto premiare un’idea. Ogni tanto è giusto dare un
riconoscimento a chi, per il solo gusto di animare un mondo altrimenti monocorde,
decide di esporsi e di suscitare dibattiti. Ogni tanto è giusto guardarci attorno e
cercare di sottolineare quelle eccellenze che popolano il nostro universo. Per tutto
questo abbiamo voluto assegnare il Premio Antonio Proviero 2010 al dr. Anselmo
Fata, direttore e fondatore del più vecchio e prestigioso mensile della presila
cosentina, vale a dire Presila Ottanta. Se un giornale resiste tutto questo tempo in un
territorio come il nostro, nel quale la lettura non è propriamente un esercizio tra i più
praticati, vuol dire che è costruito su basi solide che nulla potrà spazzare via. Se un
giornale continua ad interessare, vuol dire che è in grado di rinnovarsi senza perdere
mai le coordinate con le quali è nato. Se un giornale riesce ancora a stimolare, a
sorprendere e a creare opinioni, allora vuol dire che è giusto resistere. Ma questo
premio non è per Presila Ottanta, bensì per il suo direttore storico ed il suo fondatore,
Anselmo Fata, mente tra le più elastiche e movimentate del nostro territorio. Quando
nel 1983 decise di fondare questo mensile, aveva già rappresentato un segmento
importante della vita politica di Spezzano Sila e di conseguenza dell’intera presila. Fu
eletto sindaco del più importante centro del nostro comprensorio giovanissimo e la
sua parabola politica non si esaurì quando sindaco non era più. Si evolse e cambiò
forma: intuì che si può fare politica anche non ricoprendo nessuna carica
istituzionale; che si può incidere sulla vita dei nostri paesi anche semplicemente
esponendo idee, rinnovando linguaggi, usando parole comprensibili a tutti. Anselmo
è stato tutto questo e la sua creatura, Presila Ottanta, ha rappresentato un pungolo ed
un specchio per i politici della presila e della nostra regione. Ha rappresentato un
volano attraverso il quale nuove idee prendevano slancio e nuovi pensieri venivano
rapportati alla realtà. Presila Ottanta continua ad essere un viaggio nella nostra storia
ed un ponte per il nostro futuro e nessun giornale è mai riuscito ad identificarsi così
tanto nel suo Direttore come Presila continua a fare con Anselmo Fata.
Stasera vogliamo premiare un uomo che tanto si è speso per questo territorio e
che continua ad immaginarne uno diverso e migliore. Un uomo che continua a lottare
usando un armi terribili e bellissime come le parole, le opinioni e lo spirito
democratico che sempre hanno caratterizzato ogni sua azione. Un uomo che crede
nelle esperienze degli altri solo se queste vengono messe al servizio della comunità.
Anselmo Fata è riuscito a passare dalle copie dattiloscritte e ciclostilate dei primi anni
80 alle e-mail ed al digitale dei giorni nostri, senza perdere un briciolo della sua
freschezza, del suo entusiasmo e della sua aderenza alla realtà. Questo perché le
opinioni, le notizie ed i commenti che trovano spazio sul suo mensile diventano tali
solo perché sono pubblicate su Presila Ottanta. Ha sempre aperto le porte a nuovi
collaboratori aiutandoli a crescere e molti di quelli che stasera siedono a questo
tavolo sono passati dalle pagine del suo giornale.
Un giornale libero ed indipendente al pari della mente e del cuore del suo
Direttore. Un uomo capace di resistere alle mode ed all’instabilità d’umore di questo
territorio incomprensibile e sorprendente, bellissimo e tremendo, stimolante e poco
reattivo. Un territorio reso migliore dai pensieri di Anselmo Fata e più completo da
un giornale che sembra quasi un prolungamento mentale del suo Direttore.
Ultimamente la realizzazione del mensile ha assunto per lui un valore affettivo
ancora più grande e questo premio, nel suo piccolo, vuole essere uno stimolo per
resistere e per continuare.


Amalia Bruni:
Per aver identificato la “nicastrina” proteina alla base del morbo di Alzheimer e
combattere le forme precoci della malattia.
Per aver portato la Calabria e il centro di Neurogenetica di Lamezia Terme
all’attenzione della comunità scientifica internazionale.

 

 

 


L’Assessore
Giuseppe Pulice

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